Cenni storici

Versione stampabile
L'origine del comune è recente, risale al 18 ottobre 1927 quando, con Regio Decreto, vennero unificati i due centri di Rodengo e di Saiano. Essi mantennero nel corso dei secoli una propria individualità dovuta probabilmente alla diversa origine: Saiano risale all'epoca romana, come testimoniato da un cippo funerario rinvenuto in loco ed ora conservato al Museo di Santa Giulia di Brescia, mentre Rodengo è di origine longobarda, come risulta da una carta topografica del territorio datata 910 d.C.
Villa Maria
Il primo nucleo abitato si sviluppò in epoca medioevale attorno al Castello di Saiano di cui oggi rimangono pochi ruderi e un fossato annessi all'edificio di Villa Maria. La vita sociale e culturale di Rodengo Saiano è stata fortemente caratterizzata dalla presenza di importanti centri religiosi che hanno impresso alla comunità un forte spirito di impegno cristiano. In paese convivono tre parrocchie: a Rodengo S. Nicola di Bari annessa all'Abbazia, a Saiano dedicata a Cristo Re e a Padergnone consacrata a S. Rocco.

Tra gli edifici civili degni di nota ricordiamo la medioevale Villa Masperoni, connotata da tre bei portali in pietra bugnata e da otto arcate di un portico mai ultimato; Villa Maria in stile neogotico, Villa Molinari e Villa Fenaroli a Corneto, quest'ultima posizionata a metà collina in una splendida conca che presenta il tipico schema architettonico bresciano con il corpo centrale alto rispetto alle due ali laterali più basse.

L'economia di Rodengo Saiano è stata improntata fino agli inizi del novecento ad un'attività prettamente agricola caratterizzata soprattutto dalla coltivazione della vite e del mais e dall'allevamento del bestiame. Nel corso degli ultimi decenni si è assistito ad un progressivo aumento delle attività artigianali, industriali e del terziario avanzato, favorite soprattutto dall'ottima rete viaria di collegamento con Brescia e con l'autostrada. Recentemente, infatti, si sono insediati nel Comune un importante centro commerciale e numerose aziende industriali conosciute in tutto il mondo, dedicate soprattutto alla trasformazione e lavorazione dei metalli e delle loro leghe.

Nel panorama storico bresciano Rodengo Saiano riveste un'importanza primaria. Questo non solo per la presenza della grande Abbazia Benedettina, fra le maggiori d'Italia, ma anche per un articolato intreccio di eventi che hanno coinvolto il territorio.
La strada romana, che seguendo il pedemonte congiungeva Brescia con la Spina di Erbusco (e poi con Bergamo e Milano) aveva il più importante presidio a Ponte Cingoli, struttura a tre arcate, affiancata da una Posta e difesa dall'alto dall'imponente complesso militare della Rocca.
Sull'area dell'attuale Abbazia sorgeva un "castrum", accampamento militare fisso, con edifici in muratura e, scoperta recentissima, con un tempio. Vari cippi esposti al museo romano documentano la massiccia presenza latina.
Con le invasioni barbariche l'importanza di Rodengo aumenta: dapprima si insediano i Goti (fino al 1500 vari documenti parlano della contrada del Gotho - Godo), poi arrivano i Longobardi che si insediano sulla Rocca, ampliandola oltre le mura romane. Esiste una leggenda secondo cui Carlo Magno dovette fermarsi a Ponte Cingoli nell'inverno del 774 e, non potendo esaudire il voto di celebrare il Natale nella Chiesa di San Dionigi ad Aquisgrana, avrebbe fatto erigere lì una chiesa dedicata al santo vescovo francese e avrebbe battezzato la zona "piccola Francia", da cui il nome Franciacorta.
Centinaia di sepolture di epoca alto medioevale (e in particolare quelle nell'area detta della Santa, disposte militarmente) fanno pensare a un lungo assedio, con battaglie cruente e centinaia di morti fra i Franchi.
Carlo Magno conquisterà Brescia nella primavera successiva, tornerà in Italia due anni dopo e in questa occasione farà distruggere la Rocca di Rodengo Saiano dove si erano nuovamente asserragliati ribelli Longobardi e Goti. Con la vittoria di Carlo Magno arrivano numerosi coloni francesi che si concentrano soprattutto a Saiano professando la "lex salica". Da qui Saliani, Saiani, Saiano. Convivono con Goti e Longobardi, Latini e Cenomani che continuano a professare antiche religioni e a rispettare consuetudini legali che ritroviamo intatte nel 1066 quando a Rodengo arrivano i monaci benedettini francesi di Cluny che già avevano una solida base a Pontida. I Cluniacensi avevano badie, conventi, sussidiari come San Pietro in Lamosa (Provaglio d'Iseo) o Clusane, case maggiori (il Camaione) o minori (Camignone a Pasirano e Mignone a Monticelli), corti, mulini, migliaia di ettari di terra in almeno trenta comuni della provincia con possedimenti fino a Polpenazze e dipendenze come S. Maria del Giogo; l'Isola di S. Paolo nel Lago d'Iseo e S. Salvatore a Capo di Ponte.
Per 700 anni sono i monaci a segnare la storia del paese, ma forse da prima ancora la Franciacorta è terra delle corti dei monaci francesi.
Tutti i più grandi artisti bresciani (Foppa, Romanino, Gambara, fra i tanti) hanno lasciato testimonianze grandiose nell'Abbazia di Rodengo. Purtroppo è andato disperso gran parte del patrimonio librario, di manufatti e di mobili dell'Abbazia, che nel 700 contava fino a 70 fra monaci e conversi.
Padre Ludovico Pavoni muore a Saiano nel Convento dei Francescani (noto come Calvario, voluto dalla famiglia Provagli per un voto): è una figura risorgimentale di spicco, fondatore della Pavoniana.
Nello stesso periodo si fa largo anche l'aristocrazia terriera che costruisce splendide Ville nella zona (i monaci vendono almeno la metà dei terreni per pagare i lavori di ampliamento ed abbellimento del monastero) e l'esempio più fulgido è Villa Fenaroli a Corneto (sono notevoli anche Villa Molinari, Villa Maria, Villa Zerla a Padergnone, terza frazione del Comune).

Rodengo Saiano oggi (2007) conta oltre 6.000 abitanti e l'edilizia è in continua espansione per far fronte alle numerose richieste di nuovi residenti.

 

Numero di voti: 264
Puoi esprimere con un voto da 1 a 5 il tuo gradimento per queste informazioni.